L’introspezione e la voglia di scoprire nuovi posti: ecco perché viaggiare cambierà il tuo modo di vivere

La condizione di viaggiatore non si limita al viaggio

Il luogo comune tende a associare l’idea di viaggio all’idea di vacanza e di turismo. Non si può totalmente negare che uno dei significati del viaggio è anche questo ma, aggiungerei, in senso laterale e superficiale. Svago, relax, evasione, riposo… sicuramente aspetti importanti ma che non definirei essenziali in un viaggio.
Più che definire cosa sia il viaggio, preferisco affrontare il concetto di viaggiatore. Iniziamo dalla differenza tra turista e viaggiatore: turista è colui che decide di partire solitamente facendosi supportare per l’organizzazione del viaggio, dunque fa la valigia, arriva nel posto, fa le esperienze che deve fare e torna più o meno soddisfatto e già pronto a ributtarsi nella routine quotidiana di cui solitamente si lamenta.

Essere viaggiatore invece è una costante quotidiana della vita, e non solo in giro per il mondo. E viaggiare in modo autentico ti predispone a questa evoluzione personale. Come mai? Il viaggio autentico insegna e te, viaggiatore, ad aprire te stesso verso ciò che ti circonda, verso nuove realtà, nuovi contesti, nuove culture… prevede fatica, prevede adattamento, osservazione, prevede accettazione e tolleranza verso ciò che è diverso. Il viaggio riserva imprevisti e tu devi essere disposto ad accettarli e a risolverli in modo costruttivo e fare dell’imprevisto una virtù, un modo per cambiare i tuoi progetti e la tua pianificazione.

Viaggiare per trasformare al propria realtà

Il viaggio prevede tempo, e non inteso come giorni a disposizione: prevede tempo per abituarsi, per assimilare situazioni ed esperienze… non arriva tutto subito, magari alcuni aspetti del viaggio arrivano dopo mesi, quando sei già tornato. Perché rimane, rimane tutto dentro, nel cuore, negli occhi, sarà tutto parte di te e del tuo bagaglio personale.

Ogni viaggio lo vivi sotto due aspetti: esternamente ed internamente. Il viaggio interiore e il viaggio fisico vengono percorsi in modo parallelo, a ogni spostamento fisico corrisponde un passo in più nella conoscenza di tè stesso. Vivi il viaggio con apertura verso la novità,  con introspezione verso il tuo io interiore, osservati nella realtà che ti circonda, osserva in che modo affronti i contesti che ti si presentano.

Noi viviamo in una realtà frenetica, siamo nervosi per qualunque cosa non sia come vogliamo, per qualunque imprevisto, anche un semplice semaforo rosso. Non accettiamo chi ha idee e aspetto diverso da noi, non siamo aperti verso altre culture. Siamo aggrappati a pensieri comuni, siamo schiavi di una zona di comfort. Ecco, diventare viaggiatori educa lentamente a trasformare questa realtà: inizierai ad essere viaggiatore ogni giorno e in ogni momento riuscirai ad adattarti a qualsiasi situazione. Prenderai ogni esperienza quotidiana come un viaggio, una crescita.

Riuscirai a prendere decisioni diverse da quelle scontate e facili, potrai evolvere, cambiare, creare un tuo percorso e una tua nuova identità. E, raggiunta questa consapevolezza, potrai dire che viaggiare avrà cambiato il tuo modo di vivere, perché, come dice Confucio “non esiste la strada verso la felicità: la felicità è la strada”.

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VARANASI (India): l’esperienza di viaggio che mi ha cambiata totalmente

Nel 2018 ho intrapreso un viaggio in India, terminato a Varanasi, una delle città sante indiane che sorge sulle sponde del Gange. Arrivai a Benares (altro nome di Varanasi ) con le conoscenze del luogo apprese da guide turistiche, documentari e libri che, con tutta la buona volontà, lasciano comunque dei pregiudizi… la grande fama di Varanasi è dovuta principalmente al fatto che qui, secondo la tradizione induista, bruciano i morti su braci situate lungo le scalinate (chiamati ghat ) di discesa al fiume sacro.

Ma non solo: orde di pellegrini ogni giorni si dirigono nella città santa per bagnarsi e purificarsi nel Gange. Effettivamente, ciò che subito respirai a Varanasi, in un mattino intorno alle 5 mentre camminavo in direzione del Gange per assistere al bagno dei pellegrini, fu subito aria pesante, lugubre, di morte. “Fermati”, mi sono detta, “passa oltre questa idea e osserva…”Ho iniziato a guardarmi attorno, tantissime persone con abiti colorati che camminavano con me, gridavano, parlavano, macchine e tuc tuc (i pittoreschi taxi a tre ruote diffusi nel sud-est Asiatico) in ogni direzione e mucche in mezzo alla strada.

Sono arrivata al Gange, moltissime persone immerse nelle sue acque e tutto intorno fiori offerti come puja (offerta) alla madre Ganga. La giornata è continuata tra i ghat, dove effettivamente c’erano i legni su cui venivano bruciati i corpi pronti per una nuova vita, e poi nella città vecchia, altra realtà difficile: vie completamente sommerse di immondizia e di topi, case diroccate, bambini che giocano in mezzo a tutto questo.

Il modo di pensare occidentale porta subito a giudicare tutto questo in modo negativo, a sentirsi schifati del contesto, a dire “ma chi me lo ha fatto fare?“.

“Lasciati travolgere dall’esperienza”

Per quanto fossi abituata a viaggiare e ad affrontare contesti difficili, Varanasi stava diventando troppo anche per me… e invece mi sono guardata dentro: chi sono io per giudicare la vita e la cultura di queste persone? Sei qui, adattati, accetta, osserva, lasciati travolgere dalla vita di questa città… perché Varanasi è questo: è una città viva, una città che dà vita e non morte.

E così ho fatto, mi sono lasciata travolgere e tutte le cose capitate nel corso della giornata sono state incredibili: sono finita a casa di gente dove ho fatto una sessione di yoga ed un trattamento ayurvedico, ho parlato con persone, ho fatto una corsa folle in tuc tuc per tutta la città. La giornata è terminata con la cerimonia del Ganga Aarti, che si svolge ogni giorno al tramonto: la celebrazione della vita!

La sera, prima di dormire, non sapevo bene come mi sentivo… non bene, ma neanche male. Ho avuto bisogno di riflettere su questa esperienza e sull’esperienza in India in generale, perché è un paese difficile e con molti contrasti.

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Ho pensato a questo viaggio e alle esperienze vissute tutti i giorni dal rientro, per mesi. Ci penso tutt’oggi e sento questo posto vivo dentro di me, sento che fa parte della mia evoluzione e del mio percorso di vita.

E tu? Sei pronto a lasciarti travolgere dal prossimo viaggio?

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